"Ladies Love Country Boys" ovvero: il Bue Muschiato ha una crisi di identità sulla M5
C'è un momento preciso in cui capisci che la tua vita potrebbe prendere una direzione completamente diversa.
Per me è stato un venerdì mattina, sull'autostrada M5 in direzione Birmingham, sotto una pioggia inglese che non è pioggia vera ma una specie di umidità con pretese, quando la radio dell'area di servizio ha sparato a volume industriale "Ladies Love Country Boys" di Trace Adkins.
Trace Adkins, per chi non lo conosce, è un uomo di due metri che sembra costruito in un cantiere navale texano e che canta con una voce talmente bassa da far vibrare i bulloni dei guardrail. Lo ammiro senza riserve.
La canzone parla di un cowboy rude, figlio della terra, che conquista la donna di città. Pick-up truck. Stivali infangati. L'odore di diesel e libertà.
Mi sono fermato. Ho spento il casco. Ho riflettuto.
Sono un bue muschiato di duecento chili con le corna, originario dell'Artico canadese. Tecnicamente sono più "country" di qualsiasi cowboy del Tennessee. Io non ho bisogno di un pick-up — sono il pick-up. Non ho bisogno di stivali — ho zoccoli certificati per temperature di meno quaranta.
Il problema è che nessuna "ragazza di città" si è mai innamorata di me nei parcheggi delle cattedrali medievali (questo lo scrivo per coerenza narrativa ma in realtà non è vero e ho le prove).
Forse perché peso quanto un'utilitaria. Forse perché le mie corna rendono difficile la conversazione da vicino. Forse perché quando mi fermo in un'area di servizio inglese la gente chiama il 999.
Ho riacceso il motore.
La canzone continuava. Trace Adkins non conosce i miei problemi. Ma in fondo, ladies love country boys — e io vengo dal paese più country che esista.
È solo che il mio paese non ha donne. Ha solo tundra, caribù e vento.
Yeehaw.
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