Qui non giace ferro.
Giace polvere del Kazakistan,
fango del Tajikistan,
sale dell'Uzbekistan,
pietra del Kirghizistan,
e il vento del Turkmenistan
ancora intrappolato sotto le carene.
Ha attraversato strade che non erano strade,
confini che non volevano aprirsi,
notti a tremila metri
dove il freddo stringeva i bulloni
come volesse tenerla ferma per sempre.
Non è caduta in battaglia.
È stata smontata da mani umane —
la peggiore delle morti per chi
non ha mai smesso di correre.
La Road of Bones è là,
la Siberia del Nord aspetta,
la Mongolia tace e non dimentica.
Quelle strade non sono chiuse —
sono rimaste con te.
Ma tu, vecchia, sorriderai.
Dal posto dove vanno le moto che hanno vissuto,
guarderai nuovi viaggi nascere,
nuove ruote sporcarsi di quella stessa polvere,
e sarai contenta.
Hai fatto la tua parte.
E che parte.
Viaggia bene, vecchia mia

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