Oggi mi sono svegliato con la precisa sensazione di essere “uno che ha capito qualcosa”.
Prima ancora del caffè, ho già risolto il problema dei falsi preoccupati, della società liquida, della politica e del modo in cui il mondo si sta muovendo troppo lentamente verso il suo naturale collasso.
Ho guardato fuori dalla finestra e ho pensato:
“Ma che fretta avete tutti? Sparate like, condividete meme, fate mesh, ma nessuno ha ancora chiarito perché il caffè del bar sotto casa è sempre leggermente più amaro del previsto.”
Allora ho deciso di scrivere questo post.
Non perché serva, ma perché il blog unbuemuschiato.net lo impone:
se non sei almeno un po’ scombussolato, qui non sei nessuno.
Falsi preoccupati, ma con stile
Ho ascoltato il pezzo dei Punkreas dedicato ai “falsi preoccupati” e ho fatto un esercizio di autoanalisi:
Preoccupato vero: mi preoccupo quando il mercato va giù, quando il progetto rallenta, quando il proprietario cambia idea alle 19:59.
Falso preoccupato: mi preoccupo quando il Wi‑Fi in riunione è un po’ lento, come se il destino dell’umanità dipendesse da una presentazione in PowerPoint.
Nel dubbio, ho deciso di comportarmi come un falso preoccupato ma con stile:
apro Spotify, inserisco “Falsi Preoccupati” in playlist, aumento il volume e faccio finta che il problema sia il sistema, non il codice.
Quando il blog ti obbliga a essere onesto
Ecco la verità:
unbuemuschiato.net esiste perché qualcuno, una volta, ha detto “ma che cazzo stai facendo?” e l’altro ha risposto “solo un po’ di blog, un po’ di noting, un po’ di pensieri messi giù senza filtro”.
Ora quel “qualcuno” sono io.
E il blog è la mia scusa per dire tutto quello che non direi mai in una riunione di condominio.
Quindi, se anche tu ogni tanto ti senti “falso preoccupato”, benvenuto.
Il mondo è pieno di chi fa finta di gestire tutto con calma, ma sotto sotto sbuffa davanti a un Excel che non si aggiorna.
Fare il falso preoccupato non è un problema, finché sai ridere di te stesso.
E se il mondo non ti prende sul serio, almeno alzi il volume a “Falsi Preoccupati” e fai finta che il tuo sfogo sia un concerto.
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