Il volante è un optional
Due preventivi, stessa giornata, stessa città. Referto di un bue che si è finto cliente.
Mattina. Concessionaria alla rotonda, utilitaria in vetrina, 14.900 euro a caratteri cubitali e un asterisco a caratteri da miope. Il venditore mi accoglie con la cortesia di chi ha già capito quanto spenderò.
«Il prezzo che vede è il prezzo. Poi c'è la versione che si guida.»
«Ci sarebbe una differenza?»
«Il volante è nel pacchetto Comfort. Quattrocentottanta euro. Regolabile in altezza altri centoventi, ma lo consiglio solo se ha intenzione di sedersi.»
Scopro così che il sedile del passeggero è "su richiesta", che la retromarcia esiste ma in abbonamento mensile, che il quarto pneumatico è disponibile nella promozione primavera. La chiave si accende in prova gratuita per novanta giorni, poi si valuta insieme.
Pomeriggio. Altro quartiere, altra luce, altro pavimento. Berlina tedesca, 130.000 euro di listino, un venditore che non mi guarda le scarpe perché tanto ha già deciso che sono un investitore immobiliare timido.
«Il listino è indicativo.»
«In che senso, scusi.»
«Nel senso che facciamo settantotto. Ottanta se la vuole con i cerchi grandi, ma i cerchi glieli metto io.»
Poi, per non farmi andare via a mani vuote: tappetini, tagliandi, un fine settimana a Maranello e una borsa da golf che non ho chiesto e non userò mai, perché nessuno che compra una macchina scontata del quaranta per cento gioca davvero a golf. Ci va per essere visto mentre non gioca.
Esco, e la matematica mi rimane addosso come un odore. Chi ha quattordicimila euro li paga tutti, uno per uno, volante escluso. Chi ne ha centotrenta ne tira fuori settantotto e torna a casa con la borsa da golf.
Morale di UnBue Muschiato: lo sconto non è un premio per chi compra, è un premio per chi potrebbe non comprare. Il listino, invece, è la tariffa che si paga per non avere alternative.
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Categoria: Costume e società

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